L'open space è una conquista di luce e ampiezza, ma a volte lascia un desiderio inespresso: quello di un angolo raccolto, di una pausa visiva. E se si potesse separare senza chiudere, creare stanze senza porte?
L'illusione dello spazio continuo
Progettare una zona giorno open space significa rinunciare alle porte tradizionali, ma non alla possibilità di ritagliare ambiti più intimi. Il punto non è rinchiudere, ma modulare: la privacy diventa una questione di trasparenza e di soglia, di materiali che filtrano senza interrompere.
Quali scenari per separare senza chiudere?
Pareti mobili in vetro satinato: trasparenza controllata
Il vetro stratificato satinato o acidato offre un compromesso elegante: lascia passare la luce, ma vela la vista. Una parete scorrevole su binario a soffitto può dividere il soggiorno da una zona lettura o da uno studio, con un costo indicativo tra 2.000 e 5.000 euro per una soluzione su misura. Il vetro laminato contribuisce anche all'isolamento acustico, sebbene il risultato dipenda dalla sigillatura perimetrale e dalla qualità del telaio — spesso in alluminio o acciaio, con finitura bronzo o nero opaco.
Librerie e scaffalature aperte: confini permeabili
Una libreria a giorno, alta fino al soffitto, può fare da filtro visivo senza bloccarlo. Gli oggetti e i libri interrompono lo sguardo, ma lo spazio continua. È una soluzione che invita a pensare alla 'parete' come a un'esposizione: il confine diventa un arredo. Dal punto di vista acustico, i ripiani pieni e i volumi assorbono parzialmente il suono, ma non lo bloccano — meglio abbinare un tappeto spesso o un pannello fonoassorbente sul retro.
Tende in tessuto pesante: morbidezza acustica
Le tende in velluto o tessuto tecnico pesante, montate su binari curvi, possono avvolgere un angolo lettura o separare una zona pranzo. Offrono un assorbimento acustico efficace e una privacy regolabile (si aprono, si chiudono, si accostano). Il tessuto aggiunge calore e consistenza all'ambiente, ma richiede manutenzione e può accumulare polvere.
Il bilancio tra acustica e visiva
Ogni soluzione comporta un trade-off. Il vetro satinato isola meglio dal rumore, ma richiede un intervento edilizio più strutturato. Le scaffalature non isolano, ma costano meno e si integrano con l'arredo. Le tende sono flessibili, ma offrono una separazione meno netta. La domanda da porsi: che tipo di privacy cerchiamo? Visiva, acustica, o una miscela delle due? E quanto spazio siamo disposti a sacrificare per il meccanismo di scorrimento o per lo spessore del tessuto?
Quando il progetto incontra la filiera
La scelta del prodotto giusto passa dal confronto con i partner di filiera: il carpentiere per i telai, il rivenditore di vetri stratificati, il fornitore di tessuti tecnici. Ogni anello della catena può suggerire varianti — un vetro autopulente, un tessuto ignifugo, un sistema di binari invisibile. Il progetto guadagna in coerenza quando le soluzioni tecniche dialogano con l'idea spaziale.
Forse il futuro dell'open space non è l'assenza di porte, ma una nuova grammatica dei confini: leggeri, mobili, intelligenti. E se la prossima parete di casa tua fosse una superficie che impara a essere trasparente o opaca a seconda del momento? La ricerca sui vetri elettrocromici e sui tessuti a controllo termico è già in corsa — chissà come cambierà il nostro modo di separare gli spazi.
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